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6 Ott2013

Odissea Historica al Campagne & Cascine

“ODISSEA HISTORICA:  al Campagne e Cascine 2013 gli Historici Proci hanno dovuto inchinarsi a Penelope”

Il Campagne e Cascine 2013 è stata l’edizione bagnata che da anni ci si aspettava, ma dire bagnata è riduttivo, è molto più vicino alla realtà pensare che Penelope si fosse iscritta e quindi ha verificato regolarmente il Sabato appena prima del Trofeo Dimmidisì, abituale prologo di C&C, per poi partecipare al nostro fianco, o per meglio dire sopra a noi, a tutta la manifestazione e premiazioni comprese. Penelope tesseva una tela di acqua sopra a noi che poi faceva cadere rovinosamente sul percorso e su di noi, poi ci illudeva quando le nubi rischiaravano, facendoci pensare che finisse la pioggia, ma era sempre lei che disfaceva la tela idrica per poi ricominciare la tessitura, e così ha continuato nell’attesa di scegliere uno di noi Proci che in realtà non ha mai scelto e ha continuato a tessere la tela d’acqua che ancora oggi, mentre scrivo, aleggia su Cremona. Credo che Penelope abbia gradito la compagnia e la location.
Che fosse un’ Odissea, l’avevamo capito subito dal mattino di Sabato: ore 13,00 circa, ero seduto al tavolo di una trattoria con Domenico Colella, che mi ha supportato e sopportato per tutto il week end, e riceviamo una telefonata (molto agitata) da il Falcone, mentre ci stavano depositando sul tavolo due magnifici piatti di tagliatelle ai porcini, che mi dice circa queste parole: “Sono in Via Arcangelo Ghisleri con la macchina bloccata e non posso spostarla, mi serve aiuto.
Ho telefonato al carro attrezzi, e fino alle 14,30 non può venire a recuperarmi. Risposta: “Non preoccuparti telefono subito ad un mio amico che fa assistenza e ti faccio sapere”. Ebbene il mio amico non era altro che lo stesso carro attrezzi che l’avrebbe recuperato dopo le 14,30 in quanto impegnato al recupero di una MG in panne. Ore 14 e poco più, raggiungiamo con l’equipe di recupero Via Arcangelo Ghisleri dove incontriamo i Falconi con espressione affranta mentre guardavano sconsolati la loro Mini Cooper che giaceva sul ciglio della strada con la ruota anteriore destra in posizione orizzontale e in posizione di inchino…, ora la battuta viene facile, “Forse i Falconi viste le bellezze di Cremona hanno voluto fare l’inchino con la Mini come fece, purtroppo rovinosamente, un certo Capitan Schettino con un mezzo decisamente più grande”.

Recuperato il mezzo e portato in una vicina officina, specializzata in Mini, dopo circa 5 ore di sala operatoria e aver eseguito in anestesia totale, l’amputazione dell’arto inferiore destro e trapianto di un nuovo arto, asportazione totale di appendice, sostituzione della valvola tricuspide, valvola mitrale, valvola aortica e valvola polmonare, sostituzione delle cornee, nefrectomia radicale a cielo aperto, implantologia dentaria totale con innesto osseo nel pignone, rettoscopia ed in fine Ritidectomia meglio conosciuta come Lift facciale che è un procedimento chirurgico tramite il quale sono state eliminate le rughe espressive dei Falconi alla presentazione del conto. In pratica la Mini era nuova e anche i Falconi rinati si sono presentati alle ore 21,00 circa, come degli scappati di casa ma felici e finalmente sorridenti, alla cena di palazzo Trecchi.

La cena a palazzo Trecchi.
Dopo il Trofeo DimmidiSì noi Historici ci siamo ritrovati a tavola e come bravi commensali abbiamo cominciato il Trofeo “E mo me magno er tavolo”, ebbene questo trofeo è stato vinto senza fatica da Dalle Olle che s’è mangiato l’impossibile a cominciare dal cestino di pane sparito in una manciata di secondi, 3 o 4 zuppierine di insalata gentilmente offerte dalla ditta DimmidiSì, qualche Kg di spiedo bresciano accompagnato da un vassoio di polenta, numero bottiglie di rosso…, non pervenuto ma alla fine erano tutte vuote, la sua macedonia più quella dei vicini, mezza torta chiamata bussolano che è una mappazza che soffocherebbe chiunque solo con una fetta.
Alla fine non si trovava più il suo telefono, pensavamo che si fosse mangiato anche quello. Comunque è decisamente il TOP EATER più abile del panorama regolaristico italiano, sicuramente il N°1.

Conosciuta a tavola anche la simpaticissima Gamberini, personaggio molto positivo, ne approfitterò nei prossimi racconti, accompagnata dalla navigatrice che anche lei, insieme a me, ha sofferto i morsi della fame in quanto eravamo dalla parte opposta del TOP EATER e non ci arrivava niente, io la polenta l’ho solo vista in lontananza, posso solo dire che era gialla.
Al mio fianco avevo il povero Piermario Perri che continuava a massaggiarsi lo stomaco facendo delle strane smorfie, poi mi confiderà che Marco Maltese detto Magnani, nel pomeriggio l’ha portato in un locale cremonese a mangiare pane e cotechino. Il locale è uno dei più mal frequentati della zona, di giorno covo di camionisti e di notte punto di ritrovo per prostitute di ogni nazionalità, pensate che il vero cotechino genuino a Cremona si produce a fine Ottobre inizio Novembre e si mangia tra Novembre e Dicembre, raramente a Gennaio perché troppo stagionato, loro si sono fatti un paninazzo con cotechino…, e sto parlando di merenda…, cotechino che minimo aveva 10/11 mesi di vita, roba da lavanda gastrica, consumato in un locale che se non hai ai piedi degli artigliati non stai in piedi dall’unto che c’è in terra. Della serie “Al mattino mangio leggero, Peperonata con le acciughe”.

Domenica 06 Ottobre, la grande avventura.
Ore 08,00 tutti pronti, fra 90 minuti si parte, Penelope comincia a tessere la sua tela e noi Proci in attesa che finisca. Arrivano le super car che ci apriranno la strada, nel parcheggio sale l’agitazione, mentalmente si comincia a fare l’inventario di tutto quello che ci servirà in macchina durante la gara.
Piermario Perri è molto serio forse il cotechino si sta riproponendo. Marco il Maltese fuma nervosamente.
Dalle Olle si aggira nel parcheggio come una fiera in gabbia. Taz (Pietro Fantazzini, ndr) all’apparenza tranquillo credo si dedicasse alle foto. Carlo…, terrorizzato alla sua prima esperienza di Campionato sembra pensare: “e se sbaglio qualcosa…?”
Io che cerco di non pensarci, ma questa è una gara che mi agita molto. Domenico non da segni di apparente agitazione ma credo sia un bravo simulatore.
Umberto cerca il pelo nell’uovo, non per criticare, ma per perfezionare.
I Tondelli, una volta capito cosa sia una gara di Campionato come questa, sembra che pensino: “Ma chi ce l’ha fatto fare, e per di più piove…, va bè ormai ci siamo, balliamo!”
Gibertini generalmente molto pacato e tranquillo, quasi distaccato l’ho visto leggermente agitato in questo pre-gara e anche la sua naviga non era totalmente calma.
I Falcone sono in apnea pre-gara, nascosti tra le altre macchine e specchiandosi nei vetri delle altre auto parcheggiate al loro fianco pensano: “Bè però questi lifting non sono male”…, senza pensare che di li a poco ci sarebbe stato anche il bagno di fango.
Gli Zanasi concentratissimi, d’altro canto quando parti da TOP hai molte più responsabilità, a bordo della loro A112 colore sanguinaccio avariato o qualcosa di simile con bordino gronda oro, che sembra la macchina anni fine 70 della zia zitella ma ricca, quelle con i capelli biondi sempre in ordine un pò vaporosi quasi come una nuvoletta in testa, con orecchini tipo cammeo a clips vistosi in tinta con la collana di pietra dura, golfino color confetto in cachemire oppure tailleur scozzese rigorosamente con spilla d’oro o cammeo, scarpa con tacco, non superiore a 5 cm, e borsa in tinta…, ah dimenticavo profumo intenso, dolce ma mai speziato.
La Gamberini e naviga non l’ho vista in partenza, ma credo che sia un carattere deciso in scalfibile da queste gare per quel poco che la conosco credo che sia una di quelle persone che pensano già al domani, forse era più preoccupata il Sabato per la gara di Domenica che il giorno stesso.
Menozzi non l’ho visto e gli altri che non ho menzionato mi scusino ma non conosco ancora tutti.
Ah dimenticavo il presidente, tranquillo sicuro di sé, quando l’ho visto prima della partenza stava nascondendo sotto il suo sedile una di quelle pistole anti aggressione con scarica elettrica e diceva: “Questa mi serve se Urbini sbaglia strada…, e poi lo butto giù su qualche argine”,… come dargli torto lui è il Presidente.

La gara ha inizio
Si parte siamo in macchina, ora dovrei scrivere solo di noi, io e Domenico, sarebbe noioso. Vi racconto solo due cosette curiose, basate in parte sulla superstizione che nel mondo regolaristico è molto dilagante. Il nostro orario di partenza era 10,07, se lo scomponiamo eliminando gli zero ci resta il 17, numero che generalmente non c’è nella regolarità come numero di partenza insieme al 13 (anche se un diciassettesimo o tredicesimo c’è sempre), io non sono superstizioso però cerco di non sfidarla la superstizione, ma in questo caso ci ho pensato e ho detto speriamo che questa scomposizione non porti male…, ma così non è stato (sarebbe successo lo stesso, però è strano).
Mentre sto pensando a questo ci passa davanti una macchina blu che partirà prima di noi, ebbene quella macchina sarà quella che ci farà prendere un 300 dopo solo 4 prove dalla partenza, mettendosi tra noi e il pressostato della prova inizio 5. Arrivati alla fine 5 e ormai esaurita tutta la riserva di litanie che ho cantato per circa 5 km sono in attesa del mio tempo al cartello giallo, mancano 30 secondi, ho davanti a me 2 curve e circa 100 m…, mi affianca la macchina blu, io non trovavo parole, credevo di essermene sbarazzato e invece era lì, ancora lì (Signori, pensate che questo personaggio è riuscito a perdersi nelle prove delle piscine che era completamente birillato…, un fenomeno).
Domenico apre il finestrino chiede, quanto vi manca e lui risponde 23 sec, a noi ne mancavano 25…, ma com’è possibile, non siamo passati a 2 secondi sul tubo precedente, il count down prosegue a noi mancano 18 sec lui non parte, io metto la prima e parto, lui mi segue attaccato a 1 metro io passo sul pressostato molto disturbato da lui che mi è attaccato e anticipo il passaggio.
Ricominciano le litanie passiamo sul tubo successivo con una tranquillità che potete immaginare (per fortuna sarà uno di quelli eliminati). La nostra gara continua con l’incubo della macchina blu che appare dal nulla, siamo alla prova Boscone in attesa al cartello giallo, dietro a noi un furgoncino dell’organizzazione, e penso: “con il furgone dietro non riesce a passare”… anche Domenico lo pensava…, e mentre lo pensavamo vedo attraverso i vetri del furgoncino una macchia blu che arriva: “ç°§*ò” è lui”.
Sembrava di rivivere il film di John Carpenter “Christine – la macchina infernale”.
Per abbreviare il racconto, non mi ha più ostacolato per tutta la gara, poi alla fine mi sono andato a vedere le sue prove perchè mi sentivo colpevole di avergli rovinato il pressostato quando gli siamo passati davanti, ma invece nelle prime 4 prove aveva collezionato una serie di tre 300 e un 112. Mi sono tranquillizzato, era lui una scheggia impazzita che seminava terrore tra i concorrenti, più tardi mi raccontano di averlo visto in contromano sulla tangenziale, abbiamo fatto bene a passare, ci avrebbe rovinato tutta la gara.
Il resto della gara è stato, per me, stupendo con difficoltà mai provate in nessuna altra gara, non è stata una gara perfetta ma dobbiamo anche pensare che rispetto alle altre edizioni il percorso è stato rinnovato per il 70%.

Premiazioni
Giunti a Cremona, in attesa del CO, le espressioni dei concorrenti erano appagate, l’espressione di chi dopo una tempesta è riuscito a portare la barca in porto, al riparo e che nulla potrà più sorprendere, perché questa edizione è stata l’edizione delle sorprese, non c’era curva dietro alla quale non poteva esserci una situazione da dover superare con istinto, dalle pozzanghere al fango o da chi ti faceva cambiare improvvisamente direzione per impraticabilità di percorso ecc. ecc. e allora dovevi fermare il cronometro e saltare alla prova successiva con una ripartenza non prevista. Però le difficoltà erano uguali per tutti nessuno escluso.
Parcheggiata la macchina in piazza Stradivari, dopo essere passati sulla pedana delle grandi occasioni in piazza Duomo e, per chi non avesse avuto il coraggio di guardare in alto, sotto il Torrazzo di Cremona, siamo finalmente andati a goderci il buffet in attesa delle classifiche che hanno visto gli Historici aggiudicarsi le seguenti posizioni:
il 6° con i Zanasi
il 13° con Botter Zamberlan
il 20° con Ferrari- Pozzi ( coppia d’esordio)
il 21° con Boldori- Colella
il 42° con Galavotti – Urbini
il 49° con Perri- Magnani
il 54° con Dalle Olle- Fantazzini
il 61° con Maccaferri- Cremonini
il 72° con Menozzi – Menozzi
l’89° di Gibertini – Sighinolfi
il 94° Falcone – Balboni
il 119° con Tondelli – Tondelli

Non è ancora nota la classifica scuderie ma credo che questi risultati ci abbiano permesso di arrivare in terza posizione.
Penelope ha continuato a tessere la tela di pioggia, senza scegliere tra i Proci Historici chi sposare ma secondo me se Ulisse non tornasse sceglierebbe Marco Magnani . Chi meglio di lui potrebbe accoppiarsi a Penelope.
Ella è la sintesi di bellezza, regalità, pudore, fedeltà e astuzia. Una donna capace di aspettare e attendere l’uomo che ama.
Egli è la sintesi dell’eroe l’unico in grado sostituire degnamente Ulisse, un grande navigatore, impavido guerriero degno Re degli Itacensi. Chi di noi non lo vede vestito di sole pelli di animali feroci catturati con le sue nude mani, inerpicato sulle ripide scogliere di Itaca guardare all’orizzonte del mare, in una mano lo scettro del comando e nell’altra pane e cotechino mentre il vento gli solca il viso e scivola spettinandogli lunghi capelli…, oh cavolo forse quella dei capelli è un pò troppo.

F.B.