Seguici sui social network

30 Giu2013

Gli “Historici” al Colline di Romagna

Archiviato anche il Colline di Romagna del 30 Giugno, dove gli Historici si sono battuti come leoni… marini…,  sempre uniti e coesi, ma spalmati nella classifica finale; dovunque butti l’occhio li trovi: 4°, 5°, 8°, 11°, 13°, 16°, 17°, 25°. Casualità o attenta realizzazione di una strategia? Lascio a voi la risposta.
Che bella famiglia gli Historici, se uno di noi è in difficoltà, gli altri si fanno in quattro per aiutarlo, infatti qualche giorno prima della gara, ci hanno telefonato Mario e Marco confidandoci che Massimo D.O. in questo periodo ha delle difficoltà regolaristiche, e non riesce più ad affrontare serenamente le prove come un tempo, vuole fare tutto lui, guidare, navigare, sdoppiare ecc. ecc., c’è chi sostiene di averlo visto impartire consigli ai cronometristi in fase di passaggio sul tubo, insomma un momento difficile. Può capitare a tutti e allora come risolvere il problema? In assenza di Marco e Mario, che generalmente badano amorevolmente a lui come una giovane Lituana farebbe con la sua anziana assistita, come si poteva fare?
Lasciarlo tranquillo di trascorrere liberamente un weekend rilassante? Nooooo, non era una buona idea, e se poi combinava qualche pasticcio che l’avrebbe potuto portare in uno stato di depressione totale? No,  assolutamente NO!!!!!!! Io e Domenico non ci abbiamo pensato troppo, ci siamo rimboccate le maniche e ci siamo messi all’opera, i consigli di Mario e Marco li abbiamo arricchiti con nostre idee e quello che ne è scaturito ha del miracoloso.
Siamo riusciti a convincere gli organizzatori a cambiare l’ordine di partenza, facendo in modo che Massimo e Pietro partissero, nella gara serale “Fari nella notte”, proprio dietro a noi, cosicché noi si potesse sorvegliare molto da vicino il problema; abbiamo fatto di più, sacrificando la nostra gara, abbiamo aspettato, appena prima di un pressostato Massimo e Pietro cosi da poterli accompagnare sul tubo, come se li tenessimo per mano. Avreste dovuto vedere com’erano contenti quando sbucando da una curva a tutta velocità, ci hanno trovati lì, appena davanti al tubo, ad aspettarli per poter traguardare insieme come fosse un balletto sincronizzato, la Delta e la Fulvia appaiate sul pressostato, anche i cronometristi non credendo ai loro occhi, urlavano…“ ma che piripicchio stanno facendo questi due” …, sicuramente non avevano mai visto dimostrazioni di tale altruismo, e poi sono schizzati in piedi dal tavolino e hanno cominciato a correre in segno di festa, mentre i fari delle due macchine disegnavano tracce luminose nell’oscurità della notte.
Abbiamo visto gli sguardi di Massimo e Pietro rivolti a noi, e in quel momento abbiamo capito che loro quel magnifico gesto non l’avrebbero mai dimenticato.
Che bello poter aiutare chi ha bisogno, che bello vedere la gioia traboccante di chi hai aiutato, trasformarsi in atteggiamenti gratificanti, come quello di Massimo che una volta giunto in albergo si aggirava intorno alla mia macchina con gli occhi lucidi impugnando un grosso chiodo ruggine…, chissà cosa voleva farne di quel grosso chiodo appuntito, forse voleva modellarne un amuleto da donarci in segno di ringraziamento e poi avrà pensato che forse era troppo poco per quelle meravigliose emozioni che noi gli avevamo dato.
La mattina seguente, quando sono arrivati i veri artefici dell’accaduto e hanno saputo cosa eravamo riusciti a fare in loro assenza non hanno trattenuto la loro gioia e dopo averci offerto una ricompensa, hanno iniziato un folcloristico balletto.
Non avevo mai partecipato a questa manifestazione e devo confessare che mi sono veramente divertito…, se escludiamo il nostro risultato (Boldori- Colella), meno male che gli amici della Scuderia Historica non ci lasciano mai in fondo alla classifica da soli e come dei bravi cane pastore ci spingono verso il mezzo del gruppo occupando loro stessi gli ultimi posti nonostante noi si faccia il possibile per arrivare ultimi. Grazie ragazzi!!!!!!

Ieri ci siamo inventati un nuovo arrivo sul pressostato si chiama Crono Stike, consiste nel riuscire ad abbattere tutti i birillini, che tanto diligentemente i cronometristi avevano messo prima del tubo, ebbene io sono riuscito a sdraiarli quasi tutti prima di passare sul tubo, peccato che eravamo in curva, altrimenti facevo veramente Strike, ci hanno fruttato un bel +54. Colella, sentito il rumore e le parole di stima che mi sono regalato, era convinto che avessi investito il cronometrista.

E gli altri Historici?
Bè, il Zanasi, che sé tolto lo sfizio del 112, ha concluso al 4° posto, ma credo che non sia molto soddisfatto, nonostante l’impeccabile navigazione della fida Bertini, forse si aspettava qualcosa di più. Forse saranno errori di gioventù, forse la posizione sacrificata, vista la dimensione della vettura e l’altezza del pilota, oppure si può imputare questo risultato come figlio della vergogna di portare, tra le meravigliose colline della Romagna, un 112 di un colore improbabile che al suo passaggio anche i cani si voltavano storcendo il naso in segno di disappunto. P.S.: La scuderia ha un carrozzaio di fiducia? Dategli il numero!

Gibertini, l’astro nascente della scuderia che a suon di centesimi sta detronizzando i probiviri, s’è presentato con una stupenda decapottabile più consona alla Cote d’Azur che alla collina romagnola, ha inanellato una serie di errori che andavano a compensarsi tra loro, risultando il 5° ad una media inferiore al 5, bravo ma attento che se non è puro talento, cosa che tutti gli auguriamo, e per tanto grosso che sia il culo ad un certo punto finisce e poi non ce n’è più.

Il Presidente Galavotti ha concluso al 11° posto a bordo della bella Beta con a fianco un naviga d’eccezione, Alvisi che sicuramente ha dovuto faticare non poco per frenare l’istinto corsaiolo del Presidente che, ispirato dalle curve e contro-curve romagnole, immancabilmente me lo trovavo attaccato prima di ogni prova.

E i Super Historici, Piermario Perri e Corto Magnani detto il Maltese, quatti quatti e zitti zitti, si sono presentati al mattino, dopo aver scovato, grazie al navigatore gps, un simpaticissimo percorso sterrato che ha mandato in delirio Mario. In gara sono stati perfetti tranne un breve intermezzo di pataccate che li ha fatti scivolare fuori dai magnifici 5.

Falcone- Balboni, meglio conosciuti come gli Ughi, “un po’ nell’ombra”, dopo tanto sole in vacanza al mare; hanno interrotto la vacanza al mare per venire a gareggiare ma forse pensavano di essere ancora sotto l’ombrellone. Effettivamente in questa gara hanno perso un po di smalto, sarà forse che invece di venire con la solita Triumph si sono presentati in pedalò, costume e infradito impagliate con un bel ombrellone sulla testa e impomatati di abbronzante, mentre dagli auricolari del Blizz uscivano le note di “Sapore di sale” cantata da Gino Paoli, i pressostati erano tutte anguille di Comacchio e ad ogni curva ad Erika le si ripresenta l’impepata di cozze mangiata il giorno prima sul lungomare.

Chi manca? Pozzi – Sancini da Gessate, loro hanno molta fretta quando sono in gara, nel pre gara molto rilassati e tranquilli, appena comincia la gara sembra che dicano “Dai, forza mangiamoceli tutti“, tac tac tac… e dopo 5 pressostati si ritrovano alla 17^ prova . Poi, quando capiscono il problema e risistemano il Blizz, si fanno fermare dalla Polizia che li interroga mentre il Blizz bippa, riescono a convincere i poliziotti che non sono stati loro ad uscire troppo allegri da uno stop ma l’altra macchina che andava troppo veloce e quindi ripartono graziati ma scortati dalla polizia per 10 Km. Io decreterei vincitori morale della manifestazione questo equipaggio che s’è fatto circa 800 Km di trasferta con 5 ore di macchina solo per il ritorno, hanno concluso con la media di 129, hanno rischiato “l’arresto” e hanno portato a termine la gara con una collezione di ben otto 300 sul groppone, però sono arrivati alla fine, sorridenti, non hanno mangiato e sono ripartiti per Gessate carichi d’esperienza molto utile per il futuro BRAVI!

…e Umberto Ferrari lo dimentichiamo, avrà anche attaccato al chiodo il Blizz, ma però c’era con Giulia, in veste di apripista e controllore “the big brother”, l’occhio vigile degli Historici. Ha fatto tutto il percorso e sicuramente anche tutti i tubi,… perché per un giorno il Blizz l’ha staccato dal chiodo, ma la sua media non la dirà a nessuno è un fatto suo, personale, che volete… è fatto così…, ma tanto prima o poi torna, non preoccupatevi, torna… è come la peperonata!
Gli Historici sono “anche“ così !

(F.B. Lancia Fulvia)