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9 Giu2013

Salita a Berceto

  • Evento: Salita a Berceto
  • Data: 09 Giugno 2013
  • Località: Berceto (PR) mappa
  • Organizzatore: Scuderia Parma Auto Storiche

Prova di regolarità sprint, per auto storiche e Porsche su strade chiuse al traffico, organizzata da Scuderia Parma Auto Storiche. I nostri protagonisti raccontano…

Quando arrivano gli Historici

Berceto 09-Giugno 2013 , il cielo è cupo in una mattina di Giugno con Novembre che bussa alle porte.

Il paese della montagna parmense più vicino al mare comincia a destarsi con i primi bar che aprono rumorosamente le proprie saracinesche in attesa delle macchine di una volta. Oggi c’è la “Salita a Berceto” , una gara che da tre anni risveglia nei suoi abitanti la nostalgia di tempi passati, quando nel 38 il medico condotto si spostava da un borgo all’altro con l’Aprilia a visitare i suoi ammalati o quando le domeniche degli anni 60 i primi turisti arrivavano dalla pianura con le Fulvia o le Giulia a mangiare i gustosi porcini della Val di Taro o più recentemente, quando le Delta e le Porsche rombavano tra le vie del paese durante i trasferimenti tra una prova speciale e l’altra dei rally. I primi concorrenti cominciano ad arrivare e parcheggiano nel piazzale basso del paese, proprio sotto il magnifico Duomo di Berceto, un importante tappa per chi percorre la strada Franchigena che collega Roma a Canterbury.

Delta integrale, Porsche, Lancia Fulvia, Triumph Tr3, A112, Maserati, Alfa Duetto, Austin Healey, Volvo, e molte altre tutte parcheggiate una a fianco all’altra come una volta quando servivano per lavoro e turismo e adesso invece per passione, quella passione che ci fa ritrovare ogni domenica in posti diversi ma per lo stesso scopo, cercare di migliorare il nostro errore di passaggio sui tubi, avversari ma con la certezza di trascorrere un’allegra Domenica tra amici che dopo la gara si ritroveranno al ristorante in attesa delle classifiche a raccontare gli errori e le impressioni della gara.
Peccato che ci sia quel cielo nuvoloso a rovinare l’evento… ma un momento,… qualcosa sta cambiando, in fondo alla valle una luce che come una lama incide le nubi e permette al sole di penetrare e riscaldare il clima, lacera le nubi come una profonda ferita, sono gli Historici che arrivano con la Giumenta, sono Pier Mario Perri e Corto Magnani detto il Maltese per la sua abilità alla navigazione.

Chi ambiva alla vittoria adesso deve ridimensionare le proprie ambizioni. Parcheggiano la Giumenta in mezzo alle altre vetture, ormai il sole splende propagando un piacevole tepore, gli altri concorrenti passeggiano indifferenti in attesa della partenza ma con la coda degli occhi li curano, li osservano, cercano di carpirne i segreti, Perri e Magnani sono molto temuti. Mario il driver, sguardo penetrante, ha una capacità di concentrazione impressionante, prima di ogni evento sembra il Samurai Ishigawa Goemon pronto a scoccare il decisivo e micidiale colpo di Katana. Il Maltese, sempre attento e vigile, con il suo occhio destro riesce a carpire la più piccola imperfezione del suolo nel raggio di 50 m., c’è chi sostiene che gli occhiali che inforca in gara siano solo la protezione per non ferire con il suo raggio visivo gli astanti , ha una velocità dell’avambraccio destro pari allo scoccar del lampo, da anni è uomo tester per la Giapponese Nikon come collaudatore dello scatto d’alta frequenza, pensate che con la sua normale fotocamera riesce a scattare più di 60 fotogrammi al secondo.

Ecco che la gara inizia, dopo un veloce briefing le prime vetture accendono i motori, non c’è più tempo per studiare le strategie ora bisogna agire. I nostri campioni sono pronti gli viene dato il via e l’ovattato rombo dalla Giumenta non può che attirare l’interesse delle centinaia di persone assiepate da ore dietro le transenne, quando la Giumenta canta tutte le altre non possono fare altro che ascoltare. Mentre il pilota Mario la porta con grande abilità verso il primo tubo, l’occhio di Corto Magnani traccia come un laser un’ipotetica riga che traguarderà perpendicolarmente il tubo d’inizio gara, come la lama di un aratro che solca la morbida terra, l’occhio di Corto taglia il suolo e quando incrocerà il tubo, il suo pollice destro pigerà il pulsante del cronometro con una rapidità simile alla lingua della salamandra nell’attimo in cui cattura una gustosa libellula reale, talmente veloce che non esistono mezzi per catturare l’immagine, talmente veloce che a volte neppure il cronometro se ne accorge………….. e allora non parte. Purtroppo anche questa volta la troppa velocità, della reazione che il cervello ha impresso ai muscoli dell’avambraccio destro che hanno attivato i muscoli della mano che hanno a sua volta attivato i muscoli del pollice il tutto calcolando il ritardo di pressione sul pulsante dovuto alla morbilità del polpastrello del pollice che in funzione della temperatura esterna è variabile, ha fatto scattare in ritardo e allora i primi quattro tubi sono stai un disastro, ma non fa niente, loro possono recuperare sono gli Historici e la folla è lì, eccitata e acclamante che li aspetta al prossimo passaggio.

Le prove successive li vedono in netta progressione, ma le troppe crepe trasversali sull’asfalto in prossimità dei tubi, mandano in difficoltà la troppo sofisticata percezione visiva di Magnani.
La gara ha termine e vede gli Historici in netta progressione ma la sfortuna li tiene fermi a pochi passi dalla vittoria, non fa niente sarà per la prossima.

Dopo un buon pranzo, durante il quale i nostri campioni hanno nutrito di importanti nozioni regolaristiche i fortunati commensali, si procede alle premiazioni e proprio durante le premiazioni in piazza di Berceto succede un fatto molto curioso, per noi normali. Uno dei tifosi che assiepava la piazza, vedendo Corto Magnani leggermente infreddolito, riesce a scavalcare la cintura di sicurezza e toltosi la felpa blu con cappuccio la dona, in segno di ammirazione, al Magnani che non esita ad indossarla dando così gioia e orgoglio al tifoso che per tutto il giorno ha atteso quel momento.

Finita la premiazione i nostri risalgono sulla Giumenta e mentre tutta la folla li osserva si allontanano con il braccio alzato fuori dal finestrino in segno di saluto. Lo squarcio di sole nel cielo, che per tutto il giorno ci aveva accompagnato, si richiude dietro a loro come una ferita cicatrizzata, la pioggia torna a cadere e Berceto cala nella sua monotona vita in attesa della prossima venuta degli Historici.

Fulvio su Fabia


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