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29 Giu2014

5° Volta Mantovana per soli due equipaggi

…e gli altri sono andati a bere in Romagna!

In un caldo pomeriggio di Luglio, anche quest’anno, ha preso il via dalle scuderie del castello di Volta Mantovana il 5° Trofeo Volata Mantovana.
Scuderia Modena Historica era ufficialmente rappresentata da due soli equipaggi, Bertolini Azzio e Ovi Alessandro su Lancia Fulvia coupè e su una vettura gemella Boldori Fabio e Fanti Mariuccia. Tutti gli altri della Modena Historica erano al Colline di Romagna… e come dar torto a loro, sono anziani ed acciaccati è giusto che prediligano gare dove possano unire l’utile al dilettevole, si fanno un paio di giorni alle terme di Castrocaro a bere acque sulfuree, che ad una certa età fanno tanto bene, e si curano tutti gli acciacchi come la lombosciatalgia, la dissenteria cronica, la gotta, il clik articolare del pollice che è molto importante per i navigatori, le vene varicose, l’alluce valgo ecc. ecc.
La gara di Volta è adatta a gente veloce e brillante come me e Azzio, scattanti con riflessi pronti e spirito d’avventura.
Il Colline di Romagna è molto più soft, un po soporifera, oserei dire “ Ovattata” tempi lunghi, continue soste per permettere il ricambio idrico e la rigenerazione tonica dei partecipanti, dovreste vederli quando scendono dalle vetture, sono alti un metro e trentacinque, poi tira di qui e tira di la producendo scricchiolii che farebbero impallidire un vecchio vascello settecentesco della marina di sua maestà britannica, riescono a raggiungere la loro altezza naturale prima di risalire sulla vettura. Pensiamo inoltre all’utilità di cui beneficia tutta la squadra dalle acque sulfuree. Si chiama il metodo pollicino, si proprio quello della fiaba, lui seminava briccioline per permettere di essere raggiunto, invece il metodo sulfureo permette ai concorrenti della stessa scuderia che seguono, in genere il più bravo detto il Top, di ritrovare la giusta strada nel caso si dovessero perdere.
Come funziona?
Molto semplice, il giorno precedente alla gara tutti gli appartenenti alla Scuderia Modena Historica, con eccezione dell’ultimo in partenza che invece verrà invitato a mangiare molto cibo ricco di spezie e aromi a lunga fermentazione.
Trascorrono l’intera giornata nei pressi delle fonti termali con la loro cara caraffina in mano e tra un racconto e l’altro, in questo caso racconti generalmente risalenti al secolo scorso, trangugiano quanta piu acqua è loro possibile fino a cambiare il loro basso profilo, grazie a questa continua assimilazione di acque sulfuree delle terme riescono a creare una riserva di gas considerevole che custodiranno gelosamente tutta la notte .
Il giorno della gara, al bisogno, basterà semplicemente seguire la traccia lasciata nell’etere dal concorrente Top, generalmente più bravo che parte prima degli altri e che non perde mai la strada, che molto diligentemente lascerà fuoriuscire ad ogni cambio di direzione del percorso, così che agli sfortunati smarriti basterà solo odorare l’aria per ritrovare la giusta via, e così farà il secondo della scuderia per il terzo e così fino all’ultimo che non dovrà segnare il percorso con gas sulfureo ma seminare false tracce per ingannare gli avversari che seguono, ecco perchè a lui è vietato bere acqua sulfurea. Un sistema infallibile che crea un grande “spirito” di squadra.
Ma torniamo a quello che è successo a Volta Mantovana dove i due equipaggi della Modena Historica hanno portato a termine le loro fatiche senza nessun aiuto chimico.
Fin dal primo pomeriggio i 40 equipaggi presenti si preparavano per la partenza all’ombra delle lunghe fronde di una pianta secolare che pomposa domina la terrazza affacciata sulla pianura mantovana.
Alle 16,30, subito dopo il briefing, la prima vettura parte per un percorso di 80 km che inanella 36 prove disposte a grappoli con malizioso buon senso. Il primo tappeto di prove è srotolato su una strada, per l’occasione, chiusa al traffico tra campi e coltivazioni di kiwi.
Sono 10 prove da fare tutte d’un fiato, 2 minuti e 3 secondi che sembrano un quarto d’ora, i tubi si susseguono con insistenza tra le curve del percorso e sembrano non finire mai e mentre conti il tuo count down ti assale il dubbio che qualche tubo potrebbe essere quello dell’irrigazione delle coltivazioni circostanti ma alla fine, quando torna il silenzio dopo gli insistenti bip bip del cronometro, fulmini con lo sguardo il Blizz e leggi che le prove fatte sono 10, … bene ho fatto giusto, torna la calma.
Dopo un piacevole trasferimento che ci porta a spasso nella campagna dell’alto mantovano, arriviamo nella zona del secondo gruppo di prove quello, che scopriremo poi, causa di molte vittime nella classifica finale.
La zona è industriale suddivisa in due aree private, collegate tra loro con una prova di 2 minuti che permette il trasferimento tra la fine 15^ e inizio 17 ^ prova. La prima parte, con tubi mai visibili a distanza, si snoda nei cortili di un capannone industriale, ben indicato dalle planimetrie del road book mentre la parte difficile inizia nella prova di trasferimento quando, forse a causa del rettilineo di trasferimento, si perde parte della concentrazione e l’orientamento se ne va a spasso, comunque, una volta trovato l’ingresso di una industria, dove il tubo era ben nascosto dietro il muro d’ingresso, si inizia la parte conclusiva del II° gruppo che è disegnato nel piazzale a fianco di un capannone tranne gli ultimi 2 tubi che erano dietro al capannone ma per arrivarci si doveva lasciare il cemento e percorrere un tratto di campo sterrato, il tutto molto ingannevole ma corretto.
Dopo la seconda serie di prove il percorso ci porta ad una sosta ristoro in uno splendido contesto rurale nei pressi di un campo golf dove ci fermiamo per 45 minuti, non prima di effettuare un CT presso un locale Lap Dance dove due avvenenti ragazze hanno posato scherzosamente con gran parte dei concorrenti per una foto ricordo. ( si avete letto bene cari bevitori di acque sulfuree, LAP DANCE!!!!!!……..roba dannosa per anziani scudieri).
Alla ripartenza il road book ci porta a Monzambano dove ci aspetta una serie di 5 prove molto veloci distribuite in andata e ritorno su soli 3 tubi . All’uscita della 26^ prova si torna in zona Gatti dove ripetiamo le 10 prove di inizio gara e mentre mi trasferivo sono riuscito a rinfrescare l’auto sotto un irrigatore a getto per campi … mi dispiace per chi aveva la spider.
Alle 19.30 ci ritroviamo tutti nella zona di partenza dove la pro loco ha preparato un ottima ed abbondante cena che ha soddisfatto tutti i partecipanti.
Alla fine degli antipasti c’è stata consegnata la lista e i risultati delle nostre prove e dopo 30 minuti esposte le classifiche … direi che è stato tutto perfetto.
La Modena Historica si aggiudica il secondo posto assoluto con l’equipaggio Boldori-Fanti.
Un grande applauso personale all’AMAMS che anno dopo anno migliora, con certosina precisione, le sue manifestazioni e il numero dei partecipanti ne testimonia il valore.

Fabio