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31 Mar2014

100 Miglia: gli Historici fra Peppone e Don Camillo

“Gli Historici nella Bassa”, entrano in Guastalla e nella terra di Peppone e Don Camillo vincono tutto quel che c’è da vincere,… o quasi!

 

Domenica 30-Marzo, la regolarità si risveglia dal torpore invernale, i primi soli primaverili riscaldano le vecchiette che lentamente cominciano a sgranchire le ruote nella “Bassa” Emiliana e un lungo serpentone di magnifiche si snoda partendo da Guastalla e via via verso i luoghi che ispirarono Giovannino Guarreschi ad inventare 2 personaggi che son troppo belli per crederli inventati.

100 miglia squadra corseLa “100 Miglia delle Terre Gonzaghesche”, organizzazione Petrillo & C., gara che anno dopo anno ha saputo richiamare molti e bravi equipaggi, ma quest’anno la parte del leone l’ha fatta la Scuderia Modena Historica che con i suoi 18 equipaggi ha dato scacco matto a tutte le altre Scuderie presenti.
Primi nella classifica Scuderie, secondo equipaggio classificato nell’assoluta e tanta, tanta simpatia diluita tra tutti i concorrenti grazie a Perri, Magnani, Dalle Olle, Colella, Pozzi, Rimondi, Fava, The Tondellis, Urbini, The Zanasis, The Alvisis, The President, The new top Gibellini, The Ughis, Gamberini-Confalonieri, Maccaferri, Menozzi, Bertolini… ecc, e credo che ognuno di loro, con un poco di fantasia, potrebbe incastonarsi perfettamente nei racconti di Guarreschi.

Ma voi non ve lo immaginate un Don Mario come il prete della vicina parrocchia, venuto dal sud, e antagonista di Don Camillo? Magnani non potrebbe essere altro che “ Il Rosso” il vero braccio destro di Peppone, quello convinto, quello che ti viene a prendere a casa a calci nel sedere, Domenico lo metto in caserma… però dei Carabinieri, preciso e fedele all’ordine, e ad uno come il capitano Max non ce lo vediamo proprietario di una azienda agricola che cerca disperatamente di ingannare la giunta comunale per non pagare le tasse agricole e di conseguenza deve subire le persecuzioni del “ Rosso”?

Ah, che bella Bassa che sarebbe la Bassa, con la Gamberini severa maestra elementare che istruisce i bambini a disobbedire , una volta cresciuti, alla giunta comunale comunista, mentre i Tondellis produttori di formaggi in una azienda lungo il Po lottano con le piene del grande fiume, “BIP” = arrabbiati come pochi ma sempre con il classico sorriso Emiliano.

Bè Zanasi è il medico condotto che con la sua MotoGuzzi sidecar si sposta di cascina in cascina a visitare gli ammalati e se non gli dai il salame o il cappone giusto, quello bel giallo, ti purga di brutto, e la Domenica dopo la messa lo trovi in piazza, sotto braccio a Don Camillo, a dar battaglia al buon Peppone .

Ah che bella la Bassa, con Gibe che gestisce la privativa del paese, salumaio, farmacista e macellaio tutto insieme, chi non lo vede bene dietro un bancone con le maniche della camicia arrotolare mentre ci da giù con un grosso ed affilato coltellaccio su un bel culatello di Zibello? C’è gente che andrebbe a vederlo solo per nutrirsi di quel inimitabile profumo che “el Culatel” rilascia, e mentre lo taglia fetta dopo fetta Lui, il Gibe, ti racconta la storia del culatello, da quando nasce a quando diventa imperatore dei sapori.

Il Rimondi veterinario a domicilio, con la sua Balilla nei pomeriggi estivi lo vedi spostarsi da un’azienda all’altra, seguito da una nube di polvere delle strade bianche. E se Rimondi fa il veterinario la Liana fa la levatrice, quelle che a quei tempi facevano nascere i bambini con una pentola di acqua bollente e dei panni puliti, quattro schiaffi sul sedere e via per il mondo.

Ah che bella la Bassa con Carlo pescatore solitario del Po, si dice che una notte abbia catturato lo storione più grande che sia mai stato pescato e tutto da solo, pesava più di 2 quintali, ma il suo sogno è quello di andare a pescare sul Delta… del Po.

E il Galavotti proprietario terriero ma di quelli tosti che sono generazioni che litigano con i vicini  Dalle Olle) per la proprietà di una lingua di terra, inutilizzabile perché bagnata dal fiume per 8 mesi all’anno, ma piuttosto che lasciarla all’altro si fanno ammazzare.

L’Alvisi sagrestano, ma di quelli che prendono a scapaccioni i bambini che fanno casino in chiesa, e che vadano pure a dirlo ai loro genitori, ce ne anche per loro se vengono a lamentarsi… d’altra parte per fare il secondo a Don Camillo ci vuole sostanza.

E via via tutti gli altri, c’è posto per tutti, anche per gli Ughi, lui responsabile scolastico di tutta la bassa da Viadana a Gonzaga, Brescello e Gualtieri, da anni con una spina nel fianco, la Gamberini, che cerca di farla saltare perché da origine a sovversivi, pericolosi e facinorosi anticomunisti, ma non ce la fa.
La Erika a capo delle giovani donne progressiste, locale partito politico in via di sviluppo.
Menozzi riservato ma efficace politico dell’opposizione comunale, in continua lotta con Peppone e d’estate gestisce “la melunèra“, un baracchino lungo la sponda del fiume dove si vendono meloni e angurie fresche e succose.
Maccaferri e Bertolini rispettivamente Notaio e Avvocato, uno con Don Camillo e l’altro con Peppone.

E Petrillo? Si anche lui in fin dei conti è un po’ Historico. A lui che facciamo fare? Bè io lo vedo bene nei panni di quello che non sai mai dov’è, sai che c’è ma non lo vedi però c’è, e se deve o meglio vuole fare qualcosa, la fa bene.

E la Domenica pomeriggio tutti in piazza con il trattore, un fusto di Melegot sul sagrato della chiesa e si gioca a chi ci passa meglio sopra, voglio vederlo lì il Zanasi se ci riesce , altro che 112. Se ci fosse ancora il Giovannino…  Ah che bella Bassa che sarebbe con quelli della Historica… e quelli delle altre Scuderie?… solo gente di passaggio!!!!!

F.B.

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